Amare gli animali vuol dire conoscerli

CONFERENZA BENESSERE ANIMALE
Lunedì, 20 Febbraio 2017 14:28
Il benessere di esotici e selvatici è un mondo vastissimo e multidisciplinare che richiede, con urgenza, un approccio scientificamente orientato. Autorità ed esperti alla conferenza nazionale della SIVAE: basta con l’andare in ordine sparso e basta con i luoghi comuni. Superare improvvisazioni e cattive gestioni.

Tutti parlano di benessere animale, molti ritengono di poterlo gestire, pochi sanno che cosa sia. Soprattutto quando si parla di animali di specie esotiche e selvatiche.

La Conferenza nazionale promossa dalla SIVAE (18-19 febbraio 2017), in collaborazione con ANMVI e con il patrocinio di SivasZoo, ha riunito esperti di conservazione e biodiversità, bioeticisti e protezionisti, mettendo le competenze veterinarie in collegamento con i temi e i problemi più attuali e scottanti. “Dobbiamo parlare una lingua comune, con apertura mentale- ha detto il Presidente SIVAE Giordano Nardini- ma anche dire che il benessere animale non sta nel finto bel gesto televisivo ma solo nella conoscenza di queste specie”.

“Non esiste il benessometro”- ha ribadito il Vicepresidente ANMVI Paolo Selleri. La valutazione del benessere di un animale esotico o selvatico è un esercizio di competenze applicate, di medicina basata sull’evidenza (Nicola Di Girolamo, SIVAE). “Non ce la facciamo più- ha aggiunto Selleri- a vedere situazioni in cui gli animali non sono trattati come si deve perchè non c’è un Medico Veterinario. Alla politica chiediamo più coinvolgimento, alle associazioni e all’opinione pubblica di non scadere nel fanatismo”.

“Non si conoscono ancora tutte le specie in Natura- ha ricordato Spartaco Gippoliti (Cites)- la biologia della conservazione impone di parlare non solo di diritti animali ma di etica biologica e di etica ambientale”. La sfida delle specie aliene invasive ci sta prepotentemente ricordando le responsabilità di comportamenti umani superficiali e impreparati.  I medici veterinari sono a contatto con le famiglie e possono fare molto per educare i cittadini a prevenire l’alterazione di eco-sistemi compromessi dalla superficialità dell’uomo. “Abbiamo bisogno di voi” – ha dichiarato Elena Tricarico (ISPRA) ad una platea di medici veterinari, un uditorio consapevole dell’urgenza di iniziative di educazione, non solo sociali ma anche nei confronti dei media, e che non manda giù le ‘liberazioni mediatiche’ di animali.

“Not all species are suitable as pets” ha ricordato Cristina Zacchia (DGSAF) citando la posizione della veterinaria europea sulla propensione diffusa verso nuovi animali non convenzionali da compagnia, che pongono fattispecie comportamentali e di benessere del tutto a se stanti rispetto ai tradizionali cani e gatti di casa (Marzia Possenti, SIVAE).

Zacchia ha anche sottolineato come la legislazione nazionale, a differenza di quella europea, essendosi dotata di una disciplina sui cosiddetti “animali pericolosi” sia più determinata nell’arginare situazioni di rischio per l’incolumità e per la salute tanto dell’uomo che dell’animale. Ma se l’impianto legislativo nazionale è tendenzialmente proibizionista, “bisogna poi porsi il problema di gestire gli animali che hanno richiesto l’intervento dell’autorità giudiziaria”- ha fatto notare Michele Capasso- portando la testimonianza di situazioni di custodia giudiziaria irregolari e compromissive degli stessi animali custoditi. “Salviamo gli animali dai salvatori” ha concluso.

Come vengono gestititi gli animali esotici e selvatici- di ogni specie- una volta recuperati? Quali sono le strutture veramente idonee a farsene carico e a non arrecare ulteriore pregiudizio all’animale ospitato e a quelli eventualmente già presenti nella struttura? Centri che dovrebbero essere solo di transito, spesso non hanno i requisiti basilari di accoglienza e di gestione dettagliati da Marco Bedin (SIVAE). Lo scadimento in credenze prive di rispondenza scientifica è un rischio sempre presente dietro l’angolo, come ha dimostrato la relazione sul benessere degli uccelli di Lorenzo Crosta, con immagini e suoni provenienti dall’altra metà del Globo.

Le variabili e gli imprevisti crescono nei contesti antropizzati e urbani, dove la fauna selvatica, anche quella che non si crederebbe di incontrare, è sempre più presente. Una amministrazione come Roma Capitale, con una biodiversità di per sè ricchissima, può trovarsi di fronte a situazioni imprevedibili come il rinvenimento di un cinghiale in condominio o una volpe nel centro storico. “Serve un coordinamento di tutti gli interventi- ha detto Rosalba Matassa (Direttore Tutela Ambientale e Benessere Animale)- perchè non si può lasciare il cittadino senza una risposta”.

Nella valutazione del benessere animale, l’importanza di una osservazione competente delle risposte delle specie animali richiede linee guida e il Centro di Referenza Nazionale del Benessere Animale (Nodari e Bianchi)  ne ha ribadito l’esigenza, anche alla luce di una copiosa documentazione europea, illustrata da Barbara De Mori  (Università di Padova) nella quale si sta facendo strada il concetto di “One Welfare”: coniugare scienza e valori etici. Per arrivarci, non si può dimenticare che mentre il medico si occupa di una sola specie, il medico veterinario ne tratta molte di più, ognuna con caratteristiche proprie. Anche la sensibilità sociale deve imparare a distinguere. Basterà prendere – ha suggerito il Presidente dell’ANMVI Marco Melosi- le famose cinque libertà, codificate su base filosofica ormai tempo addietro, e poi applicarle a specie diverse, in condizioni diverse. Ci si renderà presto conto che sul benessere animale circolano convinzioni sulle quali sarebbe bene ricredersi.

Gli esempi di collaborazione fra una équipe veterinaria specializzata e l’associazione Salviamo gli Orsi della Luna – testimoniati da Piero Laricchiuta (SivasZoo)- consentono una riflessione su situazioni di maltrattamento reale e di efficace recupero animale; gli orsi trasferiti dall’Albania in strutture adeguate ad accoglierli  portano a riflettere sull’importanza di un serio approccio nei confronti dei giardini zoologici, dove – hanno spiegato Cesare Avesani e Caterina Spiezio  (Parco Natura Viva)- la conservazione si fonda sul welfare, e dove la wild life conservation segue- in Europa (EAZA) e nel mondo (WAZA) -indicatori, parametri e leggi dell’esistenza all’altezza di conoscenze- come quelle sul rapporto fra l’individuo e la specie- che danno voce in capitolo solo a chi ne ha le competenze.

Che cosa significhi per il medico veterinario fare zoo health management, ricerca, conservation medicine- anche nei mammiferi marini- è stato ampiamente illustrato da  Marco Campolo, William Magnone, Paolo Cavicchio e Francesco Grande. Nei parchi e nei giardini zoologici si crea empatia con gli animali e si produce conoscenza; nei centri dove non ci sono standard adeguati  il pubblico fa esperienze diseducative e peggiorative della percezione del proprio rapporto con gli animali.

La Conferenza ha visto la partecipazione di oltre duecento medici veterinari specializzati, esponenti delle istituzioni e delle più importanti e autorevoli voci scientifiche del panorama nazionale. La SIVAE sta valutando la richiesta, avanzata da relatori e partecipanti, di trasformare l’evento in un appuntamento annuale, all’insegna dell’applaudito slogan “Amare gli animali significa conoscerli”

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